Alberto Barbieri & Federica Visco-Comandini
Sebbene la terapia cognitivo-comportamentale (cognitive behavioural therapy – CBT) per le psicosi sia raccomandata dalle principali linee guida internazionali, la sua effettiva efficacia nel trattamento della schizofrenia e delle psicosi è tutt’ora oggetto di controversia. Obiettivo. Valutare l’efficacia della CBT nel trattamento delle psicosi. Metodo. È stata compiuta una ricerca sistematica per studi di rassegne e meta-analisi sull’efficacia della CBT nel trattamento delle psicosi, pubblicate dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2018. Gli studi selezionati sono stati valutati utilizzando AMSTAR 2, un valido e affidabile strumento composto da 16 item per misurare la qualità metodologica di rassegne sistematiche e meta-analisi. Risultati. Sono state selezionate 20 meta-analisi: 2 di qualità alta, 5 di qualità media, 6 di qualità bassa, 7 di qualità criticamente bassa. Discussione e conclusione. La CBT è una terapia efficace rispetto al trattamento standard, sui sintomi positivi, negativi e generali delle psicosi (con un numero particolarmente consistente di studi a favore dei sintomi positivi), con effetti di dimensioni medio-piccole. Per quanto riguarda il confronto di efficacia con altre terapie psicologiche e psicosociali, non sembra esistere un vantaggio chiaro e convincente della CBT sui sintomi, le ricadute, il funzionamento sociale e la qualità di vita, anche se, a oggi, la qualità dei trial disponibili è per lo più bassa o molto bassa e sono necessarie ulteriori ricerche prima di poter giungere a conclusioni davvero attendibili. Sono inoltre necessarie ulteriori e più rigorose ricerche per stabilire l’effettiva efficacia della CBT sui sintomi secondari, l’insight e gli esiti non sintomatici. La CBT non sembra produrre effetti significativi nella prevenzione di ricadute psicotiche.
