Disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione
Il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione è una condizione caratterizzata dalla sensazione di essere distaccato dal proprio corpo, dai propri pensieri e sentimenti (depersonalizzazione) e/o disconnesso dall’ambiente circostante (derealizzazione).
Le persone con questo disturbo non perdono il contatto con la realtà. Si rendono conto che le loro strane percezioni non sono reali. La depersonalizzazione e/o la derealizzazione possono anche essere sintomi di altri disturbi, tra di esse le malattie cerebrali e i disturbi convulsivi.
Il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione fa parte di un gruppo di condizioni chiamate disturbi dissociativi, i quali sono caratterizzati da uno sconvolgimento e/o discontinuità nella normale integrazione di coscienza, memoria, identità, emozione, percezione, rappresentazione del corpo e comportamento.
Quando una o più di queste funzioni vengono interrotte, possono verificarsi sintomi dissociativi. Questi sintomi possono essere lievi, ma possono anche essere gravi al punto da interferire con il funzionamento generale di una persona, sia nella vita personale che sul lavoro.
Quanto è comune il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione ?
Esperienze transitorie di depersonalizzazione o derealizzazione sono comuni; si stima che si verifichino in circa il 50% della popolazione. Tuttavia, la depersonalizzazione/derealizzazione come disturbo vero e proprio è piuttosto rara, e si verifica in meno del 2% della popolazione.
La maggior parte delle persone con disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione sviluppa il disturbo quando è abbastanza giovane; l’età media di insorgenza è di 16 anni. Infine, la depersonalizzazione e la derealizzazione possono essere sintomi di altri disturbi psichiatrici, come le demenze e le psicosi.
Il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione è caratterizzato da una persistente o ricorrente sensazione di scollegamento dal proprio corpo o dai propri processi mentali (depersonalizzazione), e/o dalla sensazione di essere dissociato dall’ambiente circostante (derealizzazione). Alcuni individui con questo disturbo potrebbero sentirsi come un robot, oppure osservarsi dall’esterno del proprio corpo o avere la sensazione di vivere come in un sogno. A causa di questi sintomi, alcune persone potrebbero temere di impazzire o diventare depresse, ansiose o in preda al panico.
In molti casi, i sintomi sono lievi e durano solo per poco tempo. In altri, tuttavia, i sintomi possono essere cronici e durare o ripetersi per molti anni, interferendo con il funzionamento quotidiano della persona.
Le cause del disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione sono ancora poco conosciute, ma sia fattori biologici che fattori ambientali possono svolgere un ruolo. Alcune persone sembrano essere più inclini a sviluppare disturbi dissociativi, sia perché sono neurologicamente meno reattive alle emozioni, sia perché possono soffrire di determinati disturbi della personalità. Molti disturbi dissociativi sono innescati da stress intensi o gravi traumi, come guerre, abusi, incidenti, calamità naturali o violenza.
La maggior parte delle persone che cercano un trattamento per il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione è spesso più preoccupata dei sintomi associati, come la depressione o l’ansia, piuttosto che del disturbo dissociativo stesso. In molti casi i sintomi scompaiono spontaneamente. Il trattamento è di solito necessario (o comunque richiesto) quando il disturbo è persistente o ricorrente oppure se i sintomi sono particolarmente debilitanti o angoscianti.
L’obiettivo del trattamento è quello di affrontare tutti i fattori di stress associati all’insorgenza del disturbo. L’approccio terapeutico migliore dipende dalle caratteristiche del singolo individuo, dalla natura di eventuali fattori scatenanti e dalla gravità dei sintomi.
La psicoterapia è il trattamento di elezione per i disturbi dissociativi. Tra gli approcci che si sono dimostrati più efficaci vi sono:
Terapia cognitivo-comportamentale
Questa forma di psicoterapia si concentra sul cambiamento di schemi di pensiero, sentimenti e comportamenti disfunzionali.
Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso Movimenti Oculari (EMDR)
Tecnica specifica per il trattamento del disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Risulta molto utile nel modificare le distorsioni nella rappresentazione del sé, facilitando l’integrazione.
Terapia dialettico-comportamentale (DBT)
Trattamento ad orientamento cognitivo-comportamentale integrato che prevede il potenziamento di quelle abilità in cui il paziente risulta carente, in particolare la regolazione delle sue intense emozioni negative. Sembra essere particolarmente indicato per le persone che presentano atti autolesivi e suicidari.
Psicoterapia senso-motoria
Aiuta il paziente a recuperare la capacità di regolare quegli stati incontrollati del corpo che contribuiscono alla dissociazione.
Psicoterapia di gruppo
In alcuni casi, per un tempo limitato, ad una terapia individuale si può affiancare la psicoterapia di gruppo al fine di aiutare il paziente a sviluppare competenze sul trauma, sulla dissociazione, assistere lo sviluppo di specifiche abilità (ad esempio, strategie di coping, abilità sociali, e la gestione dei sintomi), e permettere di capire che non è il solo ad avere a che fare con i sintomi dissociativi e le memorie traumatiche.
Terapia farmacologica
Non esistono farmaci specifici per il trattamento dei disturbi dissociativi. Tuttavia, le persone con disturbi dissociativi, in particolare coloro che presentano depressione e/o ansia associate, possono beneficiare del trattamento con farmaci antidepressivi, come ad esempio gli SSRI, o ansiolitici.
