DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA
Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata o Binge Eating (BED) è caratterizzato da frequenti le abbuffate (una volta a settimana per almeno 3 mesi). All’episodio di abbuffata segue la sensazione di perdita di controllo, senza pratiche di eliminazione o compensazione, come vomito o lassativi. Ciò spiega come mai, nella maggior parte dei casi, sia presente una condizione di sovrappeso o obesità.
I sintomi specifici del Disturbo da Alimentazione Incontrollata che definiscono il disturbo secondo il DSM-5 sono i seguenti:
- Episodi ricorrenti di abbuffate compulsive.
- Un episodio di abbuffata compulsiva è caratterizzato da: mangiare, in un periodo circoscritto di tempo (p.e. entro un paio d’ore), una quantità di cibo che è indubbiamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso arco di tempo in circostanze simili.
- Un episodio di abbuffata compulsiva è caratterizzato da: un senso di mancanza di controllo sul mangiare durante l’episodio (p.e. sentire di non poter smettere o controllare cosa o quanto si sta mangiando).
- Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre (o più) dei seguenti sintomi: – mangiare molto più rapidamente del normale – mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni – mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati – mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando – sentirsi disgustati verso se stessi, depressi, o molto in colpa dopo le abbuffate.
- È presente un disagio marcato rispetto al mangiare senza controllo.
Il BED influenza da un punto di vista fisico, psicologico e sociale la vita della persona che ne sono affette. Possono emergere complicazioni mediche, solitamente secondarie allo stato di obesità.
Dal punto di vista psicologico le persone sono spesso depresse o stressate a causa del problema alimentare, e possono presentare isolamento sociale, poiché si vergognano del proprio stile alimentare o per il fatto di essere in condizione di soprappeso o di obesità.
Il 20-30% dei soggetti che richiedono un trattamento per l’obesità e il 5-8% degli obesi in genere soffre di un disturbo da alimentazione incontrollata.
Le cause dell’anoressia nervosa posso dipendere da:
- Fattori fisici. Presenza di obesità personale in infanzia.
- Fattori ambientali e familiari. Presenza di obesità nei genitori; critiche di familiari rispetto all’alimentazione, al peso o alle forme del corpo; disturbi dell’alimentazione in famiglia, frequenza di ambienti che enfatizzano la magrezza.
- Fattori di personalità. Scarso concetto di sé (bassa autostima); scarsa consapevolezza delle proprie emozioni; eccessivamente perfezionista; manifesta comportamenti impulsivi o comportamenti ossessivi; non ha fiducia in se stessa.
Per il trattamento del Disturbo da Alimentazione Incontrollata, si hanno a disposizione diversi tipi di terapie.
Il trattamento farmacologico viene somministrato per modulare e tenere sotto controllo le abbuffate. I farmaci consigliati restano gli antidepressivi di nuova generazione.
Il trattamento psicoterapeutico ad orientamento sistemico-relazionale in cui è l’intera famiglia a sottoporsi al trattamento, è consigliato per intervenire sul problema attraverso la modificazione delle relazioni familiari problematiche all’interno del sistema familiare.
Terapia cognitivo-comportamentale. Il trattamento cognitivo-comportamentale per la cura del BED, come per gli altri disturbi alimentari, prevede un lavoro congiunto da parte di più figure specialistiche che lavorano in équipe: il dietista-nutrizionista, lo psicoterapeuta e lo psichiatra. La terapia mira a modificare l’idea che il peso e le forme corporee siano l’elemento principale su cui basare la propria autostima.
La CBT ha come obiettivo iniziali la normalizzazione del peso e l’abbandono dei comportamenti di controllo del peso. Successivamente tende a migliorare l’immagine corporea, sui livelli di autostima e sui rapporti interpersonali. Infine, prevede l’applicazione di procedure volte alla prevenzione delle ricadute.
