IPOCONDRIA

L’Ipocondria (o Disturbo d’Ansia per le malattie) è la preoccupazione legata alla paura o alla convinzione di avere una malattia grave basata sulla erronea interpretazione di sintomi somatici da parte della persona. Chi ne soffre, in genere, cerca rassicurazioni mediche che hanno l’effetto immediato di ridurre la preoccupazione, ma non riesce a rassicurare il paziente a lungo termine. Ciò può compromettere e deteriorare il funzionamento lavorativo, familiare e sociale, inficiando la qualità della vita della persona che ne è affetta.

Ai fini di una corretta diagnosi di Ipocondria, è opportuno aver effettuato una valutazione medica specialistica che deve aver escluso qualunque condizione medica generale che possa spiegare le preoccupazioni che la persona lamenta.

I sintomi principali dell’Ipocondria, secondo la nuova edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5, 2013), possono essere riassunti nei seguenti punti:

  • Eccessiva preoccupazione di avere o contrarre una grave malattia.
  • In genere i sintomi fisici lamentati non sono presenti o, se presenti, sono di lieve entità e non giustificano l’eccessiva preoccupazione; se effettivamente è presente il rischio di sviluppare una malattia, la preoccupazione risulta comunque chiaramente eccessiva o sproporzionata;
  • È presente un elevato livello di ansia riguardante la salute e una tendenza ad allarmarsi facilmente per il proprio stato di salute.
  • La persona mette in atto comportamenti eccessivi riguardanti la salute (per esempio, attua ripetuti controlli sul proprio corpo cercando segni di malattia, ecc.) oppure presenta comportamenti di evitamento che risultano disadattivi per la vita della persona (per esempio, evitare gli appuntamenti dal medico, ecc.).
  • Per definire tale condizione come Ipocondria è necessario che la preoccupazione per la malattia sia presente da almeno 6 mesi (nell’arco di questo periodo però è possibile che la persona cambi la specifica patologia temuta).

L’ipocondriaco non riconosce la natura psicogena del suo problema, di conseguenza la sua è una preoccupazione legata alla paura o alla convinzione di avere una malattia e non la preoccupazione per la malattia. Ne consegue che il paziente ipocondriaco non riesce mai a trovare una risposta adeguata al malessere perché non viene mai affrontato il vero problema.

L’ipocondria può esordire ad ogni età, sebbene la più colpita sia l’età adulta (con un picco tra la quarta e la quinta decade). È rara nell’infanzia, più frequente nell’adolescenza e nella vecchiaia. La si riscontra in entrambi i sessi, anche se quello femminile sembra essere maggiormente soggetto.

L’ipocondria può insorgere in seguito a diversi fattori:

Fattori ambientali. Il disturbo da ansia di malattia può insorgere in seguito ad un forte stress o ad uno stato di malattia organica di una certa gravità, vissute durante l’infanzia, in prima persona o da familiari e amici.

Fattori educativi. Uno stile genitoriale con stile di accudimento iperprotettivo, può essere un fattore predittivo del disturbo poiché rispecchia l’immagine di debolezza della persona. Spesso infatti le persone affette da ipocondria si descrivono come fragili, deboli, più vulnerabili alle malattie. Infatti, i pazienti ipocondriaci si descrivono spesso come persone fragili, vulnerabili, deboli, facili alle malattie. Tale credenza è piuttosto generale e globale, ma in questi casi, costituisce uno dei perni intorno al quale si costruisce il senso della propria identità.

Il trattamento consigliato per il Disturbo da Ansia da malattia è la psicoterapia e, solo se necessario, quello farmacologico.

Trattamenti cognitivo-comportamentale. Il trattamento prevede un intervento psicoeducativo, che renda noto alla persona il disturbo. Il soggetto affetto dal disturbo si trova incastrato in un circolo vizioso, che rende vani i suoi tentativi di ottenere rassicurazione. La terapia cognitivo- comportamentale consente di modificare i pensieri disfunzionali ed interrompere i processi di mantenimento relativi all’eccessiva preoccupazione per la propria salute; fornendo al paziente spiegazioni alternative del problema, prendendo in considerazione ipotesi alternative prima di quella catastrofica (della malattia). Vengono, inoltre, utilizzate tecniche specifiche per la messa in discussione delle convinzioni del paziente.

 

Trattamenti farmacologici. L’intervento farmacologico, solo se necessario, è finalizzato a ridurre i livelli di ansia della persona per permettere un’efficace risposta alla psicoterapia. Solitamente, i farmaci utilizzati sono antidepressivi e ansiolitici.

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