Disturbi dell'alimentazione

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione sono caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione oppure da comportamenti inerenti l’alimentazione che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale.

I disturbi alimentari consistono in disfunzioni del comportamento alimentare e/o in comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo, che danneggiano in modo significativo la salute fisica o il funzionamento psicologico dell’individuo.

I disturbi dell’alimentazione più diffusi sono:

I disturbi alimentari sono caratterizzati da comportamenti specifici come:

  • eccessiva preoccupazione per il proprio peso;
  • eccessiva preoccupazione per la propria forma fisica;
  • calo del consumo di cibo;
  • diete;
  • abbuffate;
  • vomito;
  • abuso di diuretici, lassativi o pillole per dimagrire.

Le persone affette da un disturbo alimentare hanno ripercussioni sulle proprie capacità relazionali, hanno difficoltà emotive, problemi nello svolgimento delle normali attività sociali, lavorative, e complicazioni mediche.

Il pensiero ossessivo del cibo e la paura costante di ingrassare, sono i segnali principali del disturbo.

Nei pazienti, appare evidente un’attenzione ossessiva (vs il peso e le forme) e una memoria selettiva (di disgusto e vergogna vs il grasso di qualche area del corpo) verso il cibo e il peso, visti come fonte di minaccia e come aspetti da tenere sotto controllo. Spesso evitano di mangiare in pubblico, non vanno in mensa o al ristorante con gli amici, evitano di partecipare ad eventi sociali in cui si mangia, come un compleanno o un matrimonio.

Un’altra sintomatologia comune è la percezione distorta che la persona ha del suo corpo. Il “dismorfismo corporeo” influenza in modo non obiettivo i suoi atteggiamenti e pensieri. Oltre la compromissione psicologica, il disturbo può avere delle gravi complicazioni fisiche in cui può essere coinvolto il cuore, le ossa, il sistema digestivo, fino al generarsi di altri quadri clinici medici più complessi.

 

Negli ultimi anni il disturbo dell’alimentazione e della nutrizione è nettamente aumentato, colpisce ogni strato sociale, con una forte prevalenza, circa del 90%, nel sesso femminile. L’adolescenza risulta essere il periodo della vita con il rischio più alto di sviluppare un disturbo alimentare, fino al 40% di nuovi casi l’anno. L’insorgenza tardiva del disturbo, in persone oltre i 40 anni, spesso è causato da un evento stressante della vita.

Dagli studi empirici, emerge che le principali cause del disturbo possono dipendere da:

Fattori fisici: precedenti diete dimagranti.

Fattori psicologici: rapporti familiari problematici, traumi infantili, violenza sessuale, trasformazione dell’anoressia nervosa preesistente, tendenza al perfezionismo unita al senso di inefficacia, bassa stima di sé, depressione, stile passivo di comportamento, preoccupazioni relative al peso.

Fattori sociali: influenze della moda attraverso i media, enfatizzazione della magrezza come attributo della bellezza, del successo e della felicità, derisione per il proprio aspetto fisico nell’infanzia e nell’adolescenza.

Il percorso di diagnosi e trattamento dei disturbi alimentari deve includere sia gli aspetti psicologici, sia quelli clinico-nutrizionali. Il percorso deve garantire il coinvolgimento attivo anche dei familiari. L’intervento psicoterapeutico deve essere integrato con una regolare valutazione delle condizioni fisiche, sul rischio di salute fisica del paziente. Il trattamento psicofarmacologico, può risultare utile nel trattamento delle condizioni con comorbidità psichiatrica.

Trattamento psicoterapeutico. La terapia psicologica è la componente più importante del disturbo. La terapia cognitivo- comportamentale risulta indicata per i disturbi alimentari. Prevede l’uso di diari che vadano a monitorare l’assunzione di cibo, lavorando inoltre sulle emozioni e sui pensieri disfunzionali connessi all’aspetto fisico e al peso.

Come posso aiutare qualcuno che conosco con un disturbo alimentare?

Prendersi cura e sostenere una persona cara con un disturbo dell’alimentazione è fondamentale all’aderenza del trattamento. I possibili segnali da tenere in considerazione per capire se un amico o un familiare ha sviluppato un disturbo alimentare possono essere:

  • Un significativo calo di peso corporeo in poco tempo.
  • Tende a pesarsi tutti i giorni.
  • Difficoltà nel rapporto con il cibo.
  • Identificazione di momenti in cui la persona mente riguardo a quanto e quando ha mangiato.
  • Abbuffate, episodi di ingerimento eccessivo di cibo di fretta.
  • Pratiche di eliminazione, diversi episodi in cui la persona va sempre in bagno subito dopo aver mangiato e quando ritorna sembra rossastra in volto.
  • Il soggetto si allena in modo eccessivo, quasi ossessivo.
  • Cerca di evitare di mangiare con gli altri.
  • Taglia il cibo in pezzi molto piccoli o mangia estremamente lentamente.
  • Indossa vestiti larghi per nascondere la perdita di peso.

Le persone che soffrono del disturbo sono spesso remissive, tendono a negare il disagio e tendono a mentire riguardo al loro modo di mangiare ed al loro peso.

È raro che riescano a chiedere aiuto poiché, nel più dei casi, non riconoscono di avere un disturbo. Quindi il vostro dei familiari è determinate.

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