Disturbi bipolari

Disturbo bipolare I

E’ caratterizzato da episodi di mania e depressione, che possono alternarsi, nonostante molti pazienti hanno una predominanza dell’uno o dell’altro stato. Viene classificato in base alla presenza di almeno un episodio maniacale e solitamente episodi depressivi.

Il disturbo bipolare inizia con una fase acuta dei sintomi (sia essi maniacali o depressivi), ed è seguita da una ripetizione di remissioni e recidive. Le alterazioni dell’umore possono durate poche settimane fino a 6 mesi.

Con il termine mania si fa riferimento ad un episodio della durata di ³ 1 settimana di umore persistentemente elevato, euforico o irritabile ed energia persistentemente aumentate più ³3 sintomi:

– autostima ipertrofica/grandiosità

– ridotto bisogno di sonno

– maggiore loquacità del solito

– fuga delle idee/accelerazioni del pensiero

– distraibilità

– aumentata attività orientata al raggiungimento di obiettivi

– eccessivo coinvolgimento in attività potenzialmente rischiose o dannose (spese eccessive, investimenti fallimentari)

Un episodio depressivo ha caratteristiche tipiche della depressione maggiore, e deve includere ³5 dei seguenti sintomi per almeno 2 settimane:

– umore depresso

– marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività per a maggior parte del giorno

– significativo aumento o perdita di peso o dell’appetito

– insonnia o ipersonnia

– agitazione o rallentamento psicomotorio osservato da altri

– astenia o perdita di energia

– sentimento di autosvalutazione o colpa eccessivi

– diminuita capacità di pensare o contrarsi

– pensieri ricorrenti di morte o suicidio.

Le ricerche ad oggi confermano il ruolo centrale del patrimonio genetico nella genesi del disturbo bipolare, in particolare diversi studi hanno dimostrato come la probabilità di sviluppare una depressione bipolare è del 10% se in famiglia è presente un familiare con questa patologia.

Il disturbo bipolare è una malattia ricorrente, è pertanto quasi sempre raccomandato un trattamento di lunga durata, anche life time.

– Supporto e psicoterapia: diversi studi hanno dimostrato come la terapia cognitivo-comportamentale sia molto efficace nell’incrementare la compliance del paziente alla terapia farmacologica. In particolare, gli scopi del trattamento sono: i) fornire informazioni riguardo il disturbo bipolare, il trattamento farmacologico e le difficoltà alla compliance; ii) far riconoscere precocemente i segnali di allarme; iii) far riconoscere le credenze disfunzionali tipiche del disturbo; iv) favorire abilità di problem solving, regolazione emotiva;

– terapia farmacologica: stabilizzatori dell’umore (litio, alcuni anticonvulsivanti), antipsicotici di seconda generazione.

Disturbo bipolare II

E’ caratterizzato da episodi ipomaniacali e depressivi. Viene classificato in base alla presenza di almeno un episodio ipomaniacale e solitamente episodi depressivi.

Con il termine ipomania si fa riferimento ad una forma di mania meno estrema, che include un episodio distinto di durata di ³4 giorni con comportamento significativamente differente rispetto all’abituale sé depresso e che includa ³3 sintomi sopra elencati.

I sintomi del disturbo bipolare II sono paragonabili a quelli del disturbo bipolare I, si differenziano esclusivamente rispetto all’intensità dei sintomi maniacali (che vengono appunto definiti ipomanicali) e depressivi.

I fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo bipolare II sono sovrapponibili a quelli indicati per il disturbo bipolare I. La componente genetica rappresenta quindi il maggiore fattore di rischio per lo sviluppo della patologia.

Il trattamento del disturbo bipolare II è del tutto sovrapponibile al trattamento del disturbo bipolare I.

Disturbo ciclotimico

Il disturbo ciclotimico è caratterizzato da periodi ipomaniacali e depressivi che durano solo pochi giorni, seguiti da un decorso fluttuante e meno grave che nel disturbo bipolare. Questo disturbo viene spesso considerato come un precursore del disturbo bipolare e può anche presentarsi sotto forma di un’estrema instabilità dell’umore.

I sintomi del disturbo ciclotimico sono simili a quelli descritti nel disturbo bipolare, ma meno gravi e pervasivi. Caratteristica peculiare è l’ipomania cronica, ovvero una condizione ipomaniacale in cui predominano periodi di euforia, riduzione del sonno, sicurezza di sé, irrequietezza, impulsività.

Come per i disturbi bipolare, alla base dello sviluppo di questa patologia vi sono i fattori genetici.

Terapia di supporto, psicoterapia e stabilizzatori dell’umore (per esempio litio o alcuni anticonvulsivanti).

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