Disturbi del cluster B
Disturbo Borderline di personalità
È caratterizzato da una modalità pervasiva di instabilità e di ipersensibilità nei rapporti interpersonali, instabilità nell’immagine di sé, estreme fluttuazioni dell’umore e impulsività.
I pazienti con questo disturbo si sentono spesso abbandonati e trascurati, provano emozioni di rabbia e paura intensa. Hanno difficoltà a controllare la loro rabbia e spesso mettono in atto comportamenti inadeguati che tenderanno a confermare la loro percezione di indegnità.
Tendono a cambiare la visione degli altri in modo brusco e repentino: da un’iniziale fase di idealizzazione possono passare al disprezzo. L’impulsività dei pazienti con disturbo borderline di personalità li può portare all’autolesionismo che si manifesta attraverso rapporti sessuali promiscui e non protetti, abuso di sostanza, spese eccessive e o i comportamenti suicidari e l’automutilazione. E’ possibile evidenziare stati dissociativi, pensieri paranoici e a volte sintomi di tipo psicotico, che possono essere scatenati da gesti estremi.
Diversi studi dimostrano come due fattori prevalgano nello sviluppo del disturbo: da una parte, un ambiente invalidante sul piano affettivo, emotivo e cognitivo, carenze di cure, maltrattamenti e abusi, dall’altra fattori genetico-temperamentali, che predisporrebbero il paziente allo sviluppo della disregolazione emotiva.
Molti interventi psicoterapeutici sono efficaci nel ridurre i comportamenti suicidari, migliorare la depressione, e il funzionamento nei pazienti con questo disturbo.
La terapia cognitivo-comportamentale si focalizza sulla disregolazione emozionale e sulla mancanza di abilità sociali. Comprende i seguenti interventi:
- Terapia dialettico-comportamentale
- Trattamento basato sulla mentalizzazione
- Schema therapy
La mentalizzazione si riferisce alla capacità delle persone di riflettere e capire il proprio stato d’animo e lo stato d’animo degli altri. La mentalizzazione è pensata per essere appresa attraverso un attaccamento sicuro al caregiver. Il trattamento basato sulla mentalizzazione aiuta i pazienti nel:
- Regolare efficacemente le proprie emozioni (es., calmarsi quando si è nervosi)
- Capire come esse contribuiscano ai loro problemi e alle difficoltà con gli altri
- Riflettere e capire il pensiero degli altri
Essa contribuisce in tal modo a farli relazionare con gli altri con empatia e compassione.
La schema therapy è una terapia integrativa che unisce la terapia cognitivo-comportamentale, la teoria dell’attaccamento, concetti psicodinamici, e le terapie focalizzate sulle emozioni. Essa si focalizza sugli schemi disadattivi che perdurano per tutta la vita di pensare, sentire, comportarsi e di coping (chiamati schemi), su tecniche di cambiamento affettive, e sulla relazione terapeutica, con limitato reparenting. Il reparenting limitato comporta l’instaurazione di un legame sicuro tra paziente e terapeuta (entro i limiti professionali), consentendo al terapeuta di aiutare il paziente a provare ciò che il paziente ha perso durante l’infanzia e che ha portato a comportamenti disadattivi.
Lo scopo della schema therapy è aiutare i pazienti a cambiare i loro schemi. La terapia ha 3 fasi:
- Valutazione: identificazione degli schemi
- Consapevolezza: riconoscere gli schemi quando operano nella vita quotidiana
- Cambiamento comportamentale: sostituzione di pensieri negativi, sentimenti e comportamenti con quelli sani
Disturbo Narcisistico di personalità
È caratterizzato da un modello pervasivo di grandiosità, necessità di adulazione e mancanza di empatia.
Le persone con questo disturbo hanno difficoltà nella regolamentazione dell’autostima, necessitano lodi e sostegno da parte di persone che loro reputano speciali e tendono a svalutare gli altri in modo da mantenere e rinforzare il senso di superiorità. Il valore personale dipende dalla valutazione che gli altri mostrano, le eventuali valutazioni negative vengono percepite con rabbia e disprezzo.
Come per la maggior parte dei disturbi di personalità, anche il disturbo narcisistico di personalità è causato da una combinazione di fattori genetici e ambientali. L’atteggiamento genitoriale che esasperi o che screditi eccessivamente il valore del bambino può favorire lo sviluppo di un sé narcisistico.
La psicoterapia individuale rappresenta la modalità di intervento principale per il trattamento del disturbo. In particolare, la psicoterapia cognitivo-comportamentale, attraverso la restituzione del funzionamento e la ristrutturazione dei pensieri automatici e negativi con pensieri funzionali e realistici, aiuta il paziente a modificare le aspettative eccessive su di sé. La schema Therapy, attraverso il lavoro sul soddisfacimento dei bisogni primari, restituisce fiducia al paziente. La terapia metacognitiva interpersonale può essere utile nel trattamento del disturbo attraverso la creazione di una relazione terapeutica volta a promuovere l’autoriflessività sui propri stati mentali
Disturbo Istrionico di personalità
È caratterizzato da un modello pervasivo di emotività eccessiva e ricerca di attenzioni.
I pazienti con questo disturbo tendono ad utilizzare il loro aspetto fisico, agendo in modo inappropriato, seducente e provocatorio, al fine di ottenere l’attenzione degli altri. Mancano di autodeterminazione che si realizza solo attraverso il valore che viene riconosciuto dagli altri. Tendono a ricercare continuamente l’attenzione con comportamenti inappropriati in diversi contesti (lavoro, scuola), appaiono talvolta drammatici, talvolta esuberanti e o provocanti. La manifestazione delle emozioni può essere superficiale e spesso esagerata. Sono persone facilmente influenzabili dagli altri e dal contesto, i rapporti interpersonali sono spesso superficiali.
Si ritiene che il disturbo istrionico di personalità abbia una doppia origine, biologica e psicosociale. I tratti temperamentali tipici di questi pazienti sono caratterizzati da ipersensibilità e ricerca esterna di gratificazioni. Dal punto di vista ambientale, sembra che i soggetti che soffrono di questo disturbo abbiano sperimentano durante l’infanzia una difficoltà nel soddisfacimento dei propri bisogni primari.
Come la maggior parte dei disturbi di personalità, nel disturbo istrionico, l’intervento di cura maggiormente diffuso è la psicoterapia individuale. La terapia cognitivo-comportamentale, attraverso le sue tecniche caratterizzanti, come la ristrutturazione cognitiva, il potenziamento del problem solving e l’apprendimento di tecniche di assertività aiutano le persone che soffrono di questo disturbo a fronteggiare gli eventi con le proprie risorse e a regolare le emozioni.
Disturbo Antisociale di personalità
È caratterizzato da un modello pervasivo di disprezzo per le regole e le leggi altrui.
Le persone con questo disturbo commettono atti illeciti, fraudolenti e sconsiderati per profitto personali o per piacere, non provano rimorsi per le azioni che compiono, che vengono eseguite in modo impulsivo, trascurando le conseguenze delle proprie azioni. Tendono ad essere aggressivi verbalmente e fisicamente. Mancano di empatia verso gli altri e possono mostrarsi sprezzanti e indifferenti sia ai diritti che alla sofferenza degli altri. Hanno un’alta opinione di se stessi, e si mostrano supponenti, sicuri di sé, arroganti.
L’interazione tra diversi fattori genetici e ambientali sembra essere la spiegazione più accreditata per spiegare lo sviluppo del disturbo. Dal punto di vista genetico, una precedente diagnosi di disturbo della condotta e/o deficit di attenzione e iperattività (ADHD) sembra essere un fattore favorente lo sviluppo del disturbo. Sul piano ambientale, gli elementi evidenziati che contribuiscono all’innestarsi del disturbo sembrano essere stili educativi disorganizzati, trascuranti e abusanti.
L’intervento psicoterapeutico spesso non viene accettato dal paziente, tuttavia l’approccio cognitivo comportamentale può essere efficace nel far vedere al paziente le distorsioni cognitive che attua per giustificare le proprie azioni illecite. L’obiettivo della terapia è quello di incrementare l’empatia e l’integrazione sociale.
