Disturbi del cluster A

Disturbo paranoide DI personalità

È caratterizzato da un modello pervasivo di diffidenza e sospetto ingiustificato verso gli altri che tende a interpretare le motivazioni degli altri come ostili e o dannose.

I soggetti con questo disturbo non si fidano degli altri e presumono che ci sia un intento reale di danneggiarli o ingannarli anche sulla base di prove scarse o assenti, continuando a mantenere i loro pensieri e sospetti. Tali interpretazioni li spingono ad essere sempre in allerta per possibili insulti, offese, minacce. Tendono a osservare l’altro a fondo con l’intento di trovare prove a sostegno dei loro sospetti. Tali pensieri incidono drasticamente sulle relazioni sociali a causa della scarsa fiducia nei confronti degli altri.

Si ritiene che traumi precoci nell’infanzia possano contribuire allo sviluppo di questo tipo di personalità. Si è rilevata, inoltre, una maggiore frequenza del disturbo paranoide di personalità in famiglie con storia di schizofrenia e disturbo delirante.

Alla base dell’insorgenza e del mantenimento del disturbo paranoide intervengono fattori genetici, sociali (come le prime interazioni nella fase di sviluppo sia con i familiari che con i pari) e psicologici (come il temperamento, i tratti di personalità e le abilità di coping).

La terapia cognitivo-comportamentale, attraverso la condivisione del funzionamento del disturbo prima e la ristrutturazione cognitiva successivamente, mira ad aiutare il paziente a sviluppare competenze sociali funzionali e credenze alternative. Anche la terapia metacognitiva interpersonale è risultata essere una terapia efficace nel trattamento di questo disturbo. L’obiettivo è allenare il paziente ad accrescere la consapevolezza dei propri pensieri, delle proprie emozioni e dei comportamenti e favorire la capacità di distinguere il proprio punto di vista da quello dell’altro.

Disturbo schizoide DI personalità

È caratterizzato da un modello pervasivo di distacco e disinteresse nelle relazioni sociali e dalla difficoltà nell’espressione delle emozioni.

Una persona con disturbo schizoide della personalità in genere non cerca relazioni strette, sceglie di essere sola e sembra non curarsi delle lodi o delle critiche degli altri. Inoltre le persone con questo disturbo manifestano una scarsa reattività emotiva e difficoltà ad esprimere emozioni anche in risposta a cambiamenti rilevanti nella loro vita.

Le cause dello sviluppo del disturbo sono ancora sconosciute, tuttavia sembra che l’interazione tra geni e ambienti giochi un ruolo importante, con particolare attenzione alla prima infanzia. Infatti, episodi di bullismo o rifiuto da parte dei pari e una modalità anaffettiva e fredda di un genitore possono contribuire allo sviluppo del disturbo.

Il trattamento d’elezione è la psicoterapia individuale, è raccomandata tuttavia anche la terapia di gruppo. La terapia cognitivo-comportamentale mira a migliorare la qualità della vita del paziente attraverso il riconoscimento e la successiva ristrutturazione di pensieri e comportamenti disfunzionali.

Disturbo schizotipico di personalità

È caratterizzato da un modello pervasivo di disagio nelle relazioni interpersonali strette, di pensieri distorti e comportamenti eccentrici.

Una persona con disturbo schizotipico della personalità tende ad isolarsi e a fuggire i rapporti interpersonali perchè si sente diverso e non integrato. Dal punto di vista sociale i pazienti con questo disturbo possono ignorare le convinzioni sociali ordinarie e a causa della difficoltà di interpretazione dei segnali sociali, agire in modo inappropriato. Sono presenti anche bizzarie di ideazione, percezione e comunicazione (per esempio: paranoia, idee di riferimento, pensiero magico).

I trattamenti proposti sono di tipo psicoterapeutico (ad orientamento cognitivo-comportamentale) e talvolta di tipo farmacologico, con gli antipsicotici per trattare le idee di riferimento e gli episodi psicotici, o antidepressivi per trattare importanti stati depressivi.

Il trattamento d’elezione è la psicoterapia individuale, è raccomandata tuttavia anche la terapia di gruppo. La terapia cognitivo-comportamentale mira a migliorare la qualità della vita del paziente attraverso il riconoscimento e la successiva ristrutturazione di pensieri e comportamenti disfunzionali.

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