PTSD complesso

Il disturbo da stress post-traumatico complesso (PTSD complesso) può svilupparsi in seguito all’esposizione a un evento o a una serie di eventi di natura estremamente minacciosa o terrificante. E’ più spesso la conseguenza di eventi traumatici di natura interpersonale, prolungati e/o ripetuti nel tempo in cui la fuga è difficile o impossibile (ad esempio, la tortura, la schiavitù, le campagne di genocidio, la violenza domestica prolungata, gli abusi sessuali o fisici ripetuti durante l’infanzia).

Il paziente affetto da PTSD complesso presenta alcuni sintomi specifici oltre a quelli tipici del PTSD (sintomi di risperimentazione, sintomi di evitamento, sintomi di alterato arousal). In particolare, il PTSD complesso è caratterizzato da 1) gravi e persistenti problemi nella regolazione degli affetti; 2) credenze negative dell’individuo su se stesso come persona senza valore, sconfitta o inutile, accompagnate da sentimenti di vergogna, colpa o fallimento legati all’evento traumatico; e 3) difficoltà del paziente nel mantenere relazioni interpersonali e nel sentirsi vicino agli altri. Questi sintomi causano una significativa compromissione funzionale nell’ambito personali e in quelli familiari, sociali, educativi, professionali o di altro tipo.

Psicoterapia

Il modello di trattamento raccomandato dalle linee guida internazionali prevede tre fasi, ciascuna con una funzione distinta. La fase 1 è particolarmente importante per lo sviluppo di una solida relazione con il terapeuta e si focalizza sul garantire la sicurezza dell’individuo, riducendo sintomi e aumentando le competenze emotive, sociali e psicologiche del paziente. La fase 2 si concentra sull’elaborazione degli aspetti irrisolti dei ricordi delle esperienze traumatiche dell’individuo. Questa fase si focalizza sulla revisione e la rivalutazione delle memorie traumatiche in modo che esse possano essere integrate in una rappresentazione adattiva che il paziente ha di sé, delle relazioni interpersonali e del mondo. La fase 3 conclude il trattamento e prevede il consolidamento dei progressi terapeutici negli ambiti relazionali sociali, lavorativi o scolastici della vita quotidiana.

La maggior parte degli esperti considera necessari 6 mesi per lo svolgimento della fase 1 della psicoterapia e da 3 a 6 mesi per la fase 2.

 

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica può essere di ausilio alla psicoterapia nel trattamento del PTSD complesso, specialmente nelle prime fasi del trattamento, quando i sintomi sono più invalidanti. Gli antidepressivi inibitori selettivi della serotonina (SSRI) si sono mostrati utili nell’attenuazione dei sintomi disturbanti e sono oggi considerati farmaci di prima scelta nel trattamento del PTSD complesso.

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